Mostra San Fracesco | La predicazione francescana ai Monte di Pietà
Archivio storico teca
Archivio storico teca

Archivio Storico della Fondazione Roma

Custodito nella cornice di Palazzo Sciarra Colonna, l’Archivio storico della Fondazione Roma fa parte dell’itinerario culturale offerto dal Museo del Corso – Polo museale, insieme alla Collezione permanente.

Attraverso documenti di particolare pregio e un programma di mostre tematiche temporanee, il percorso offre gratuitamente ai visitatori una preziosa testimonianza non solo sull’evoluzione delle tecniche archivistiche, ma soprattutto sulle radici dell’ente: un viaggio documentale che ripercorre le origini della Fondazione, a partire dal Monte di Pietà fino alla nascita della Cassa di Risparmio di Roma.

Oltre all’attività museale, l’Archivio mantiene viva la sua vocazione di ricerca: gli studiosi accreditati possono, infatti, accedere ai fondi documentari su prenotazione per attività di consultazione e approfondimento accademico.

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L’Archivio storico

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Costituito nel 2010 – quando la Fondazione ha ottenuto da UniCredit i fondi dei due istituti in comodato – l’Archivio storico raccoglie una cospicua documentazione che va dal ’500 al ’900, offrendo al pubblico innumerevoli percorsi di esplorazione e scoperta con racconti in cui si mescolano i protagonisti della grande Storia assieme alla gente comune. Il Monte di Pietà, nato come strumento di credito su pegno destinato ai meno abbienti, fu fondato da Paolo III Farnese (1534-1549) con la Bolla Ad sacram Beati Petri sedem del 9 settembre 1539.

Nel tempo, al Monte di Pietà si rivolsero importanti personalità. Nell’Archivio sono presenti, infatti, documenti che attestano pegni di famiglie reali e personaggi storici. La regina Cristina di Svezia, ad esempio, ottenne del denaro dando in pegno alcuni diamanti, così come Giacomo Stuart d’Inghilterra, Giuseppe Garibaldi e il marchese del Grillo.

L’Archivio custodisce inoltre le testimonianze dei senza nome, come gli occhiali di un ignoto contabile dimenticati tra le pagine di un pesante registro o la macchina per scrivere che negli anni ’20 consentì agli impiegati di svolgere un lavoro antico in un modo moderno e efficiente.